Perchè cantare in coro fa bene al corpo ed alla mente - Eufonicamente
CANTARE IN CORO FA BENE,
AL CORPO Ed ALLA MENTE

Canta che ti Passa!

Quante volte abbiamo sentito questa espressione, ma sappiamo perchè è vera?

In questo articolo cercheremo di dare un senso a questa affermazione, concentrandoci principalmente sui benefici che cantare in coro porta alla nostra mente ed al nostro fisico.

Parleremo poi anche dell’origine storica di questa frase e di come ha fatto a diventare così famosa.

Buona lettura!

Cantare in coro fa bene alla tua parte creativa ed alla tua parte razionale.

Benefici del canto per la scienza

Le risposte più frequenti di quando qualcuno ci chiede perché ci piace cantare sono: “perché mi piace!” e “perché mi fa stare bene!”. Non c’è risposta più vera! Ma perché ci sentiamo così?

Orecchio

All’interno delle nostre orecchie, troviamo il sacculo.

Questa vescicola dalla forma sferica, si occupa di rispondere alle frequenze che la raggiungono mentre cantiamo.

Queste vibrazioni calmano il cervello e ci fanno entrare in uno stato rasserenante, quasi catartico.

Dettaglio interno del nostro orecchio.

Muscoli respiratori, polmoni e diaframma

Non si può cantare bene senza respirare bene.

Con una corretta emissione dell’aria si tonificano i muscoli intercostali e si migliora la salute dei polmoni e la flessibilità del diaframma.

Quando cantiamo in coro, regoliamo il respiro in base alla lunghezza dell’emissione e dalla pausa che ci è concessa dall’esecuzione.

Tutto ciò ha gli stessi benefici ed effetti della respirazione usata nello yoga, nella meditazione e nel pilates e quindi ci sentiamo rilassati e più sereni.

Cuore

Grazie all’ascolto e al canto, le arterie e le coronarie si rilassano e il cuore ne trae beneficio.

Il battito cardiaco si regolarizza quando ascoltiamo musica e dopo uno sforzo intenso, come quello di un concerto, la pressione arteriosa ritorna ai valori ottimali in maniera più rapida.

Non per niente, è consigliato l’ascolto musicale, e secondo noi anche il canto corale, per quei pazienti che hanno avuto infarti per tenere sotto controllo l’ansia.

Endorfine

Le Endorfine sono ormoni che provocano euforia e felicità.

Essi agiscono come neurotrasmettitori, cioè intervengono nella trasmissione dei messaggi attraverso il sistema nervoso e si fissano sugli stessi recettori di membrana delle cellule nervose.

Anche la morfina si fissa qui e infatti questi ormoni vengono chiamati anche peptidi oppioidi.

Il cervello utilizza le endorfine come una sorta di morfina naturale che quindi innalzano la soglia del dolore, contrastano lo stress psico-fisico, provocano benessere e buonumore ma anche regolano sonno, appetito e attività intestinale.

Cantare fa rilasciare endorfine, come lo stare in compagnia.

Serotonina

Anch’essa chiamata ormone della felicità, è una sostanza sedativa presente in varie zone del sistema nervoso centrale.

Ha moltissimi benefici per il nostro organismo e per la nostra mente e tutto ciò che serve per produrla è cantare!

Immunoglobulina A

La University Of California ha provato che cantare in un coro è associato a un forte aumento di queste proteine globulari che si occupano di combattere i microrganismi estranei (antigeni).

Hanno testato cortisolo (ormone rilasciato nel corpo dopo una situazione di stress esterno) e saliva di alcuni soggetti, prima e dopo aver cantato in coro e hanno dimostrato che farlo porta a un incremento di pensieri positivi e soddisfazione.

Cervello

Grazie alla Tomografia ed Emissione di Positroni (PET), l’uomo è in grado di misurare e registrare l’attività del cervello in risposta ad uno stimolo.

Un aumento di flusso di sangue in una particolare area cerebrale indica un aumento dell’attività in quella zona specifica:

  • Area di Wernicke: regione della corteccia cerebrale che ha un ruolo fondamentale nella comprensione del linguaggio verbale e scritto. E’ qui che il nostro cervello elabora le note e le scale.
  • L’emisfero destro: regione della corteccia cerebrale che si occupa della consapevolezza visiva, del riconoscimento dei volti, dell’interpretazione dei segnali sociali, delle emozioni e della musica. E’ proprio qui che il nostro cervello elabora le melodie.

Grazie alla voxel-based morphometry è stato dimostrato che il volume della materia grigia in individui che cantano, aumenta in alcune regioni dell’emisfero destro.

Il canto ha, infatti, effetti benefici sulle persone affette da malattie neurogenerative. La Alzheimer’s Association degli Stati Uniti utilizza il “Canto Per il Cervello” per aiutare i suoi pazienti cantando in coro.

Cantare aiuta in particolar modo le persone con disabilità mentali.

Cantare migliora lo stato di allerta di queste persone, entrano in contatto con gli altri in maniera positiva e migliora il loro stato d’animo.

Anche i ricercatori della East Anglia University della Norvegia confermano che le persone con disturbi mentali ricevono molti benefici dalle lezioni di canto.

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Ok, ci provo!

Tutto qui?

Certo che no! Cantare in coro ha tantissimi altri benefici!

Postura

È essenziale mantenere una buona postura quando si canta.

Alcune posizioni ci sembreranno innaturali ma questo perché ognuno di noi prende delle abitudini “comode” che si porta dietro per tutta la vita.

La maggior parte delle volte, esse sono sbagliate e portano a dolori o disfunzioni.

Col canto si prendono buone abitudini che costringeranno il nostro cervello ad abituarci a una nuova e più corretta postura.

Cantare in coro ti "costringe" a migliorare la postura.

Muscoli facciali

È scientificamente provato che anche il nostro viso può essere tonificato con la ginnastica facciale.

Quando cantiamo, soprattutto in coro, per una corretta emissione del suono è necessario avere una corretta posizione della bocca, delle labbra e della lingua.

Altri fattori entrano in gioco. La concentrazione nel canto ci fa reagire in maniera diversa: c’è chi corruga la fronte, chi aggrotta le sopracciglia, chi spalanca gli occhi, chi li chiude, chi rimane col viso rilassato e chi teso.

Il canto, tutte le volte, ci regala della ginnastica facciale molto efficace.

Antidepressivo

Il beneficio più grande che il canto corale ci regala è proprio questo.

Le persone dai 65 anni in su sono più soggette alla depressione dovuta all’isolamento sociale ma uno studio pubblicato sul The Journal Of Gerontology scrive che, quando iniziano a fare parte di un coro, la loro solitudine diminuisce e aumenta la loro salute.

Socialità e positività

Se si fa parte di un coro si fa parte di una famiglia, si condividono esperienze e si rimane uniti.

Avere qualcuno su cui contare e che ti sostiene quando canti aiuta l’umore, ci fa sentire parte di un gruppo, si conoscono persone nuove e si rafforzano i legami con altre.

Memoria

Abbiamo già detto quanto positivamente reagisca il nostro cervello quando cantiamo in coro.

La nostra memoria non può che migliorare mentre memorizziamo e ripetiamo le note, le parole, le pause, i crescendo e i diminuendo.

Cantare in coro è un buonissimo allenamento per la nostra mente, infatti, mantiene più a lungo le nostre capacità intellettive.

Rispetto e pazienza

Fare parte di un coro ci insegna a rispettare gli altri perché le voci devono essere ben amalgamate, non bisogna emergere ma cantare insieme.

Bisogna aspettare che tutti abbiano capito e avere pazienza se qualcuno non riesce a intonare una nota o a fare un passaggio.

Il coro ci fa lavorare anche su noi stessi perché impariamo a conoscere i nostri limiti e le nostre capacità, richiede impegno e ci mette sempre alla prova.

Cantare allena alla calma ed alla pazienza, verso sé stessi e verso il prossimo.

Esibirsi, Senza stress

Vuoi cantare in pubblico ma senti che ti manca il coraggio o la tecnica.
Hai mai provato ad esibirti in un coro?

No, voglio provare!Sì, canto già in un coro

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Lasciaci le tue informazioni, potremo fissare un incontro per capire insieme se possono esserti utili delle lezioni individuali, anche per migliorare le performance nel tuo coro!

    E la frase "Canta che ti passa"?

    Fu Pietro Jahier, ufficiale degli alpini e scrittore, che, durante la Prima Guerra Mondiale, vide questa frase incisa da uno sconosciuto in una trincea.

    Con lo pseudonimo di “Barba Piero”, la trascrisse come epigrafe di un libretto di circa 70 pagine intitolato “I Canti Dei Soldati”, pubblicato nel 1919.

    Nella sua introduzione alla raccolta, ci spiega l’importanza che ha avuto il canto corale durante questi periodi bui:

    Questo libretto si propone di aiutare ogni reparto volenteroso a fabbricarsi un buon coro di soldati senza bisogno di nulla.
    Né di musica, né di strumenti, né di locali.
    E’ un arrangiamento di guerra.
    Come con un telo da tenda e quattro sassi ci si arrangia una casa, così ci si può arrangiare una buona fanfara di voci, con tre cose che si trovano dappertutto: l’orecchio giusto di un capocoro, l’anima canterina del soldato italiano, questo libretto di parole.
    Ho fatto la prova; sono sicuro. E io non avevo l’aiuto di questo libretto, dovevo insegnar le parole a memoria: non avevo neanche un trombettiere intonato che potesse accennare alle diverse voci; non avevo le regole dell’esperienza che si trovano alla fine di questa spiegazione.
    Chi prova dopo me si troverà avvantaggiato […] Ci avevano levato la fanfara, ma quasi a rimpiazzare il nostro bisogno di musica, ogni giorno crescevano i cori.
    Mi misi ad osservarli questi cori, come facevano a insegnarseli e a imparare? Dov’era la scuola di canto?
    La scuola di canto era in strada, in cortile, in osteria: imparavano come si era sempre imparato, a orecchio, per imitazione.
    Chi aveva la grazia della voce faceva centro, gli altri gli tenevano dietro; chi aveva la grazia dell’armonia inventava il controcanto e anche lui trovava seguaci; qualche anziano, per compiacenza, ci aggiungeva un grugnito di basso.
    Ecco fatto un coro a tre voci. E che pazienza! E che passione! […]
    Per stanca e appesantita che fosse la colonna in marcia bastava che in un punto qualunque della fila scoppiasse il richiamo della bella voce serena per vedere gli amanti del canto volar via di corsa a raggiungerla, collo zaino ballante sul groppone sudato. […]”

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    Conclusioni

    Quindi cosa vuol dire cantare in un coro?

    Significa gioia, soddisfazione e benessere.

    Cantare in un coro è fare parte di un gruppo che condivide la tua stessa passione e spesso diventa quasi come una famiglia.

    Si condividono esperienze, fatiche, fallimenti e gioie.

    Quelli meno esperti potranno contare sul supporto dei componenti più navigati che a loro volta impareranno a non prendersi troppo sul serio.

    Le voci si uniscono, senza prevaricare una sull’altra, creando un suono meraviglioso.

    Cantare in un coro ti cambia la vita perché, sei più sereno, impari ogni giorno e vivi meglio.

    Cantare, per l’anima, è come far zaino a terra, per la schiena!
    Barba Piero

    Sabrina Zoppellari

    Insegnante di Canto Moderno e Canto Jazz

    Diplomata in Canto Moderno in NAM, continua gli studi in Canto Jazz presso la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado.

    Insegna Canto Moderno e Jazz privatamente, si occupa di Animazione Musicale e lavora per vari progetti originali in studio di registrazione.

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      Dove Siamo

      Se ti piace cantare e vuoi sperimentarti con nuove persone, senza stress, sei nel posto giusto!

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      • Cantù (CO)
      • Bovisio Masciago (MB)
      • Cernobbio – Coro Grandi Successi (CO)

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